domenica 14 novembre 2010

Grisì, e' tempo di Fico D'india! o meglio, Scuzzulati.

La pianta di fico d'india originaria del Messico venne introdotta nel mediterraneo ai tempi degli esploratori quali Cristoforo Colombo.
La pianta ha trovato un abitat ideale in Italia specialmente nei paesi più a sud fra i quali principalmente in Sicilia.
Il proliferasi delle piantaggioni oltre che dai coltivatori fu agevolato dagli uccelli che mangiandone i frutti disperdevano i semi in diversi punti.
Tradizionalmente come ancora ora il Fico D'india  o Ficodindia è un ottima colazione per gli agricoltori Siciliani che nelle prime ore mattutine, quando ancora fredde dalle basse temperature della notte, ne assaporano il grado zuccherino che rilasciano al palato.
L'usanza del farne uso a colazione nasce anticamente quando i proprietari delle vigne durante la vendemmia, periodo in cui il fico d'india matura, lo offrivano ai vendemmiatori con lo scopo di saziarli così che non mangiassero troppa uva durante la raccolta.
Il fico d'india è un frutto che contiene un alto tasso di vitamina C.

Il lettore potrebbe dire ma se il frutto matura a settembre durante la vendemmia perché se ne parla in Novembre?

Bene già dal titolo se ne può trarre la risposta. Infatti a Grisì come in altre località nel periodo prima dell'invaiatura del fico d'india ogni singolo coltivatore se vuole decide di far cadere a terra tutti  i frutti. Con questo metodo, (scuzzulati), la pianta a sua volta produrrà ancora altri frutti ritardandone la crescita che si protrae sino a novembre divenendo più grossi e saporiti.
Sappiamo che nella buccia questi sono ricoperti di sottilissime e dolorose spine , Vediamo nella sequenza di foto come procedere a sbucciarle senza procurarsi punzonature.   

 La prima cosa da fare è metterle sotto acqua corrente per qualche minuto e poi riporle in un piatto.


dopo averle fermate con una forchetta......


 ne vengono tagliate le estremità....


Si pratica un taglio trasversale facendo attenzione a non intaccare la polpa interna....



Viene così aperta la buccia sempre con l'ausilio del coltello....


ovviamente da tutte e due i lati...



 ed ecco pronta la fico d'india sbucciata senza essere stata toccata con le dita e senza essersi spinati.



sabato 23 ottobre 2010

Grisì, la pasta di mandorle, le formine e la frutta martorana.

Quando vicini all'inoltrarsi del mese di Novembre;
   a Grisì  si comincia a pensare anche alla preparazione della pasta di mandorle tradizione oramai diffusa in tutta la Sicilia attuata in occasione della ricorrenza della commemorazione dei defunti "i morti".
Questa una tradizione originata tanti anni fa da un convento nei pressi di Palermo dalle quali la pasta ne ha preso il nome "Martorana".
Le  suore di clausura preparavano dei dolci di marzapane per la commemorazione dei defunti, dandovi la forma di frutta e verdure da  farla sembrare vera. 
 La pasta di mandorle si prepara con mandorle finemente triturate unite allo zucchero così detto palpabile e aggiunta di miele. L'impasto viene amalgamato con albume d'uovo ed aromatizzato con fiori d'arancio e vaniglia.
Vi sono due diversi modi di preparazione: se l'impasto si prepara a freddo si ottiene la Pasta di Mandorle;
se si prepara a caldo, a bassa temperatura fino allo scioglimento dello zucchero ottenendo così il Marzapane.
Ingredienti:

1kg di farina di mandorle
1 kg g di zucchero
100 g di glucosio
coloranti per dolci
gomma arabica ( per lucidare)

"Proprio il 2 Novembre cade in Sicilia una ricorrenza che ha un valore culturale e rituale del tutto particolare: il giorno dei morti. Nel giorno della solenne commemorazione dei defunti i siciliani sono soliti andare a visitare le tombe dei propri cari defunti,e i cimiteri si riempono così di fiori e persone in preghiera.

Nella notte tra l'1 ed il 2 novembre si racconta infatti che le anime dei morti possano tornare nelle loro case a trovare i propri cari in vita portando ai bambini dei doni.I morti lasciano la loro dimora e scendono in città a rubare ai più ricchi pasticciceri e mercanti doci,vestiti,giocattoli nuovi,con l'intenzione di donarli ai fanciulli loro parenti, che siano stati buoni nell'anno e li abbiano devotamente pregati, c'è chi lascià sui davanzali un cero acceso, per far luce ed accoglierne il passaggio. La festa ha un origine e significato che si collegano certamente ad antichi culti pagani e al banchetto funubre un tempo comune a tutti i popoli indo-europei ,di cui si ha ancora un ricordo nel "consulu siciliano"(era il pranzo che i vicini di casa offrivano), dopo che il defunto era tumulato, ai parenti che avevano trascorso il tempo a vegliarlo.
In questi giorni le città si riempono cosi di fiere e mercati dove è tradizione acquistare i regali e che si svolgono in morte parti della Sicilia.
I regali vengono poi tradizionalmente nascosti in casa e trovati dai bambini, al mattino presto, con una sorta di caccia al tesoro.
Oltre a giocattoli, esiste l'usanza di regalare scarpe nuove tavolta pieni di dolcetti, come i particolari biscotti chiamati ossa di morto e la frutta secca, biscotti e cioccolattini, la frutta di martorana e i pupi di zucchero.
Fonte : Gazzetta del sud "

mercoledì 29 settembre 2010

A Grisì le reliquie di SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQHE.

Grisì assieme ad altre due località ricadenti nella Diocsi di Monreale è sede di una chiesa dedicata al SS.Cuore di Gesù.
Quindi, tre, le chiese dedicate alla devozione del Sacro Cuore di Gesù.-Esse a breve ospiteranno per alcuni giorni le reliquie provenienti dalla Francia di Santa Margherita Maria Alacoque.
Le date di permanenza nella chiesa di Grisì vanno dal 11Novembre 2010 al 13 Novembre 2010.
Ma chi è stata Margherita Maria Alacoque?
Essa visse nel XVII secolo e da monaca e mistica cattolica francese alle quali apparizioni del Sacro Cuore di Gesù la portarono ad istigare al culto della devozione e della festa del Sacro Cuore. In onore a questo culto fu edificata una "oggi famosa" basilica del Sacro Cuore in un quartiere di Montmartre in Francia. Dove cosa ancora più particolare a livello storico di questa Santa e che ancora oggi il suo corpo è rimasto conservato presso questa Basilica in maniera del tutto incorrotta.
L'avere le reliquie all'interno della chiesa di Grisì, E' un evento non di certo da trascurare che di sicuro sarà motivo di orgoglio per ogni singolo abitante di Grisì vedere nella propria chiesa una manifestazione e un momento di profondo culto  che va ricordato negli anni e se il caso commemorato con una lapide in marmo che ricorda tale evento.