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martedì 15 giugno 2010

La vite coltivata. "Grisì".

Già a Giugno a Grisì e in particolare nella sua campagna è possibile osservare ed apprezzare il significato di quello che è l'amore versato per la terra.
Ogni singolo coltivatore ha già dato il suo tocco di rifinitura ai filari.
 Ha donato e dimostrato l'attenzione dovuta alla vite, affinché possa dare vita ai grappoli che appena ingrossati e maturi prenderanno le sembianze di ogni singola varietà  di cui il ceppo è stato innestato.




Da ora in poi non rimane altro che preservare la pianta ed i suoi polmoni "le foglie", ed in primis i teneri grappoli da tutti quelli che sono i parassiti ed i funghi sempre in agguato nell'infestare la vigna, anche in una sola mattinata di umidità che, se non presa in tempo, può seriamente compromettere il risultato finale della siciliana vendemmia 2010 di Grisì .

Dove c'è la vita c'è sempre stata la vite !

sabato 20 febbraio 2010

V Secolo.Grisì nella Foresta di Partinico.


La foresta.

Panorama piana di Partinico Golfo di Balestrate e Terrasini

Nel Medioevo  alle spalle di Grisì ( a occidente rispetto a Desisa) vi era una vasta area a sughereti e altre varietà di alberi  chiamata  " u suvararo"  era il Bosco di Partinico!
 Infatti a quell'epoca esso copriva gli attuali territori di Partinico, Trappeto, Balestrate fino ad arrivare ad Alcamo, Camporeale, Grisì, Montelepre, Giardinello.
Si può immagginare guardando l'intera area panoramica della foto sopra riportata, ritraente la piana dei paesi sopra descritti, conpletamente ricoperta di querce di sugheri, lecci, peri selvatici e frassino.
Questa foresta assieme al carnaggio (la cacciaggione), costituivano la ricchezza del Bosco di Partinico e a sua volta dell'Arcivescovado di Monreale in tempi piu recenti (come da beni descritti in un documento del 1524).
Nel 1800 la superfice del bosco era di 2776 salme ed ancora prima nel 1327 si estendeva a 130 kmq circa 5600 salme.
"........ quadam crucem que est in medio vie usque ad vineam presbiteri petr de desisa quam vineam nunc tenet ecclessia montis regalis... et postmodum descendit per eandem serram usque ad falcunarium ubi est quedam via p. quam itur a panhormoad desisam et modicam et postea descendit per eandem viam usque ad flumenjati....."
Ancora prima nel 1182 a conferma dell'esistenza di territi affini a Grisì, si scrive che questa foresta  confina in una collina (kcerrusin o jabal al k'rusìn)  con la divisa "desise" (disisa) e la divisa la "camuca" o la kambuca.
Con il passare delle epoche questa foresta..........

domenica 17 gennaio 2010

Grisì è il "K'rusìn" di cui si parla nel 1327.

..."La finayta di lo fego de Desysa con lo fego de lo Lavaturi e in questo modo incomenza de li serri sotto certe pietre et cala per il ritto et nexi ad certti rovetti sotto de li quali ci è un palmento et di la sindi va a la fontana de la vacante,et de poy cala yuso et va per uun certo limito chi pare pocu et ci e come  uno violo et de la cala et va fino a la via, et poi si mette et va per sotto lo serronello et poi va rittu et nexti a la portella ch e la via chi cala alu lavaturi jusoet poi si mette a li serra serra ......" Qusta un'antica descrizione scritta in basso latino di un documento del 1546 dove veniva delimitato a parole il confine di un determinato limite di un feudo al tempo chiamato "divisa". Queste descrizioni che prendono il nome di toponimo, (conservate negli archivi storici regionali provinciali e locali), ancora oggi  in alcune parti coincidono con i medievali confini, infatti in questo caso di descrizione che interessa naturalmente il territorio di Grisì e nello specifico dell'estesa divisa medievale: la masseria Disisa, che nel secolo scorso viene riportata come Disisa Cassaro.
Essa negli antichi toponimi indicata come "La divisa Desise" dalle desrizioni si apprendeva che era molto vasta e prossima al Grande Bosco di Partinco, inoltre sempre nalla mettà del 1500 l'attuale feudo Strasatto, a sud di Grisì, ne faceva parte. Mentre ad occidente si descrive che confinava con  un'altro feudo detto divisa Hendulcin e il casale Desise quasi certamente si trovava nella parte occidentale della divisa quindi in una posizione del tutto diversa dall'attuale masseria Disisa Di Lorenzo.
Da un altro toponimo della stessa area, e molto antecedente a quello prima accennato risalente al 1327 (epoca araba) si parla di un luogo chiamato Currusyn (in latino) o k'rusìn (in Arabo) sito certamente in stretto rapporto con l'attuale toponimo Grisì.

In seguito Buongiorno Grisì vi parlerà del grandeBosco di Partinico  che è affine a Grisì, di la Kambuca; poi comincerà a raccontarvi del grande guerriero alemanno Asdrubale.