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venerdì 22 luglio 2011

Grisì. Una volta c'erano i Muli

Infatti una volta c'erano i muli per andare in campagna a zappare la vigna i contadini portavano a seguito "i saccuna di marva, la corda, che mettevano a cavallo al mulo,  per eventualmente legare "I ligna" o "U fasciu ri Erba o sudda " per rispettivamente fare il pane o governare il mulo stesso o la Vacca.
E' singolare vedere che il contadino ha sostituito il mulo con la vespa ma ha mantenuto i tradizionali equipaggiamenti ed ha provveduto oltre che alla sicurezza anche hai posti di blocco di certo differenti da quelli che si incontravano nei tempi dei muli ..
E' altrettanto singolare vedere che ancora oggi pure a Grisì ci si rechi ancora in campagna con la 
lambretta.
Di certo il mulo non avrebbe iniziato a camminare con la spinta della pedivella e con  l' acceleratore ma neanche avrebbe lasciato a piedi il contadino con la candela sporca come si percepisce nella foto.
Forse sarebbe bastato un
HAA!!  HAA!!


martedì 6 luglio 2010

A Grisì; la Riserva Naturale che salva un'altra Riserva sul monte Bonifato.

E' già luglio,
 e in Sicilia purtroppo il caldo torrido che investe le sterpaglie innesca  un fenomeno  "il fuoco"; esso tante volte o il piu' delle volte, anche se naturale, è esito di incoscienza umana assumendo quindi quella forma o sembianza che l'uomo ha ben nominato "la piromania".




Ma cosa c'entra tutto questo; ci si può chiedere in un blog che parla di un determinato paesaggio che è quello che circonda Grisì?
Bene il titolo di questo post ed alcune foto ci aiutano un po a capire il fine. 

L'unica riserva vicina a Grisì è quella del Lago Poma  infatti esso oggi è stato utilizzato come punto di rifornimento d'acqua di due Canadair antincendio che correvano nel cielo facendo da spola fra il monte Bonifato di Alcamo e passando dalla cima del Monte Campana di Grisì si calavano poi facendo una curva che li portava in una traiettoria che  dal ponte  andava in direzione dei due bastioni di sbarramento.







Dopo aver affiorato il livello dell'acqua facendone così rifornimento si rialzavano in volo virando ancora una volta verso Monte Bonifato per spegnere un vasto incendio che ha invaso il suo versante ovest costituente la riserva Naturale  Bosco di Alcamo,  area sovrastante la città di Alcamo, protetta dalla Regione Sicilia.

Lo scenario di tale operazione pur di drammatico episodio nei confronti della natura ha dato a Buongiorno-Grisì quell'imput di riprendere alcuni  momenti sopra descritti con degli scatti fotografici anche se non di grande risoluzione ma comunque di suggestivo risalto su un paesaggio non di certo indifferente come quello del lago Poma.


martedì 15 giugno 2010

La vite coltivata. "Grisì".

Già a Giugno a Grisì e in particolare nella sua campagna è possibile osservare ed apprezzare il significato di quello che è l'amore versato per la terra.
Ogni singolo coltivatore ha già dato il suo tocco di rifinitura ai filari.
 Ha donato e dimostrato l'attenzione dovuta alla vite, affinché possa dare vita ai grappoli che appena ingrossati e maturi prenderanno le sembianze di ogni singola varietà  di cui il ceppo è stato innestato.




Da ora in poi non rimane altro che preservare la pianta ed i suoi polmoni "le foglie", ed in primis i teneri grappoli da tutti quelli che sono i parassiti ed i funghi sempre in agguato nell'infestare la vigna, anche in una sola mattinata di umidità che, se non presa in tempo, può seriamente compromettere il risultato finale della siciliana vendemmia 2010 di Grisì .

Dove c'è la vita c'è sempre stata la vite !

lunedì 29 marzo 2010

L'antica Masseria Tornamira.Grisì

Tornamira.
Risale all'anno 1639 dal nome Joannis Vine.Tornamira dal latino Joannem Vincentium Tornamira Baronem.
Si racconta che nella masseria Tornamira vi abbia vissuto una Baronessa negli anni successivi quando la divisa venne dotata di una prosperosa masseria edificta intorno all'anno 1644.
Tale data la si legge scolpita in una volta in pietra di un'antico portone di accesso ad un edificio con il tetto crollato da almeno 20 anni.
Ancora in alto alla finestra sovrastante il portone è possibile vedere il fregio di famiglia scolpito in rilievo.


  Si dice che Tornamira è stata una masseria abbastanza popolata come lo dimostra tutto il caseggiato costituente u baghiu (corte), oggi in completo stato di abbandono e dove si possono osservare le possenti mura che in alcune parti risultano ancora resistere alle intemperie.
Al baglio si poteva accedere da due lati sempre tramite due portici uno secondario, dove è rimasto solo uo spezzone del pilastro  portante il portico.
Resiste ancora in piedi il portico principale che osservandolo appena arrivatovi davanti, presenta una geometria lineare e squadrata, Nella sua parte superiore vi è come una pensilina alle quali sopra vi si poggiava una base in marmo costituente il calpestio di un balcone oramai crollato.

La Masseria era anche dotata di un luogo di culto, una cappella di piccole dimensioni che fu oltretutto punto di riferimento per le attività ecclesiastiche della popolazione di Grisì.

Nell' altare centrale si racconta vi era un favoloso dipinto ritraente la Madonna, quest'ultimo negli anni di declino della masseria e della cappella stessa venne derubato da ignoti.
La ceppella purtroppo vittima dell'incuria ed abbandonata a se stessa oggi si presenta in completo ingiustificato stato di abbandono come lo si può osservare nelle foto riportate.








Alcuni particolari dei decori segno che un Tempo la cappella si presentava di modesti accorgimenti.



sabato 20 febbraio 2010

V Secolo.Grisì nella Foresta di Partinico.


La foresta.

Panorama piana di Partinico Golfo di Balestrate e Terrasini

Nel Medioevo  alle spalle di Grisì ( a occidente rispetto a Desisa) vi era una vasta area a sughereti e altre varietà di alberi  chiamata  " u suvararo"  era il Bosco di Partinico!
 Infatti a quell'epoca esso copriva gli attuali territori di Partinico, Trappeto, Balestrate fino ad arrivare ad Alcamo, Camporeale, Grisì, Montelepre, Giardinello.
Si può immagginare guardando l'intera area panoramica della foto sopra riportata, ritraente la piana dei paesi sopra descritti, conpletamente ricoperta di querce di sugheri, lecci, peri selvatici e frassino.
Questa foresta assieme al carnaggio (la cacciaggione), costituivano la ricchezza del Bosco di Partinico e a sua volta dell'Arcivescovado di Monreale in tempi piu recenti (come da beni descritti in un documento del 1524).
Nel 1800 la superfice del bosco era di 2776 salme ed ancora prima nel 1327 si estendeva a 130 kmq circa 5600 salme.
"........ quadam crucem que est in medio vie usque ad vineam presbiteri petr de desisa quam vineam nunc tenet ecclessia montis regalis... et postmodum descendit per eandem serram usque ad falcunarium ubi est quedam via p. quam itur a panhormoad desisam et modicam et postea descendit per eandem viam usque ad flumenjati....."
Ancora prima nel 1182 a conferma dell'esistenza di territi affini a Grisì, si scrive che questa foresta  confina in una collina (kcerrusin o jabal al k'rusìn)  con la divisa "desise" (disisa) e la divisa la "camuca" o la kambuca.
Con il passare delle epoche questa foresta..........

domenica 17 gennaio 2010

Grisì è il "K'rusìn" di cui si parla nel 1327.

..."La finayta di lo fego de Desysa con lo fego de lo Lavaturi e in questo modo incomenza de li serri sotto certe pietre et cala per il ritto et nexi ad certti rovetti sotto de li quali ci è un palmento et di la sindi va a la fontana de la vacante,et de poy cala yuso et va per uun certo limito chi pare pocu et ci e come  uno violo et de la cala et va fino a la via, et poi si mette et va per sotto lo serronello et poi va rittu et nexti a la portella ch e la via chi cala alu lavaturi jusoet poi si mette a li serra serra ......" Qusta un'antica descrizione scritta in basso latino di un documento del 1546 dove veniva delimitato a parole il confine di un determinato limite di un feudo al tempo chiamato "divisa". Queste descrizioni che prendono il nome di toponimo, (conservate negli archivi storici regionali provinciali e locali), ancora oggi  in alcune parti coincidono con i medievali confini, infatti in questo caso di descrizione che interessa naturalmente il territorio di Grisì e nello specifico dell'estesa divisa medievale: la masseria Disisa, che nel secolo scorso viene riportata come Disisa Cassaro.
Essa negli antichi toponimi indicata come "La divisa Desise" dalle desrizioni si apprendeva che era molto vasta e prossima al Grande Bosco di Partinco, inoltre sempre nalla mettà del 1500 l'attuale feudo Strasatto, a sud di Grisì, ne faceva parte. Mentre ad occidente si descrive che confinava con  un'altro feudo detto divisa Hendulcin e il casale Desise quasi certamente si trovava nella parte occidentale della divisa quindi in una posizione del tutto diversa dall'attuale masseria Disisa Di Lorenzo.
Da un altro toponimo della stessa area, e molto antecedente a quello prima accennato risalente al 1327 (epoca araba) si parla di un luogo chiamato Currusyn (in latino) o k'rusìn (in Arabo) sito certamente in stretto rapporto con l'attuale toponimo Grisì.

In seguito Buongiorno Grisì vi parlerà del grandeBosco di Partinico  che è affine a Grisì, di la Kambuca; poi comincerà a raccontarvi del grande guerriero alemanno Asdrubale.

giovedì 1 ottobre 2009

I colori che circondano Grisi'










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Profumi e sapori sono quelli che piu' si apprezzano nella campagna di Grisi' essi creano un ciclo continuo, con gli elementi della vita, fondendosi con quelli della natura assumendo così nel tempo, un alto valore storicolocale.




mercoledì 30 settembre 2009

Campo d'ulivi

A Grisi' con l'arrivo delle prime piogge e con loro l'autunno si vestono di frasca erbetta i giardini d'ulivo!
Infatti proprio questo e il miglior periodo per poter apprezzare i paesaggi che la circondano,quando il sole è ancora caldo mentre l'aria e fresca e più pulita da respirare e tirando un bel sospiro di essa rimane lieta tutta la giornata.