venerdì 4 marzo 2011

Il carnevale 2011 di Sciacca? si ma a Grisì!

CURRITI PICCIOTTI E' CARNIRIVALI

Anche quest'anno a Grisì non ci si è perso d'animo questi gli ultimi giorni di subuglio per allestire i carri allegorici.
Sembra ci sia la volontà a far rientrare questo evento nella usanza di Grisì o forse si vuole far qualcosa per ciò.
Come al solito  maggiormente tutto nasce dal contributo offerto da ogni singolo operatore.
Non si ha la certezza se è stato fornito un contributo all'organizzazione da parte del comune, presto se ne avrà la certezza.
Ora qualche foto del carnevale 2010 seguiranno quelle della imminente manifestazione che si terrà a partire da Domenica 6 Marzo dopo pranzo.



Eccoci un po in ritardo col publicare le foto dell'evento CARNEVALE 2010 DI GRISì di seguito  alcuni persnaggi e momenti della giornata.



















mercoledì 16 febbraio 2011

Grisì entra nel mondo editoriale con "Margite" e la sua autrice:

Presentato il libro Margite,
un pomeriggio all'insegna della cultura quello di domenica 14 febbraio 2011 quando l'autrice Rossella Pica in una sala gremita di interessati ne ha ricevuto il plauso.

Un libro del quale c’era bisogno, un testo che ha dato un contributo di grande rilievo di tipo culturale ed etico alla comuità di Grisì; con esso  l'autrice sbarca nel mondo editoriale dove con linguaggio schietto, ogni poema è una meditazione. Leggendolo ed immergendosi nei testi ci si imbatte nel cuor giovane e ingenuo che sembra meditare scrivendo. Un cuore a cui nulla passa insservato, i versi dipingono mondi che sembra un quadro dove entrare e fare una passeggiata con i testi ricchi di emozioni e sentimenti che arricchiscono il vivere dell'uomo.

"Un monologo, frutto dell'idea di una donna che, chiusa tra le quattro mura del suo piccolo mondo, apre un varco nel passato che, perpetuamente, contamina di sé presente e futuro che, già al suo apparire, non è ciò che sarà ma ciò che è già stato". Così l'autrice nella nota che è la premessa al viaggio di Margite dentro se stessa, al punto di origine di un amore che è anche il nucleo del suo profondo dolore. Viaggio di una donna che "fu sciocca nel credere" anche se, nel momento stesso in cui si giudica, sa che dovrà trasformare il suo atto di accusa in un gesto di perdono verso se stessa. Così, attraverso una scrittura caratterizzata da una straordinaria immediatezza e la cui prosa sconfina spesso nella poesia, senza diventare con ciò vera e propria versi cazione, Margite racconta al lettore dei due occhi che l'hanno guardata fin dentro l'anima, i due occhi che lei ha amato e che l'hanno straziata quando si sono voltati da un'altra parte. Il dolore è stato fortissimo, come una prigione invisibile attorno al suo cuore, fino all'incontro che la rimette faccia a faccia al suo passato, per rendersi conto che forse quel dolore è stato redento, attraverso un percorso interiore di profonda presa di coscienza, che il testo documenta fin nelle più intime sfumature.

Rossella Pica è nata il 26 luglio del 1981 a Partinico. Laureata in Lettere, è studentessa di Filologia Moderna. Collabora con associazioni di volontariato. Attualmente risiede a Grisì (PA). Appassionata di scrittori siciliani, con Margite è al suo esordio letterario.

In copertina: foto realizzata dall'Autrice.

Nel caso sia di interesse l'aquisto e possibile effettuarlo online  cliccando qui di seguito Compro Margite

domenica 2 gennaio 2011

Grisì. Per la vigilia di Natale la cena è solo tipica locale!!








24 DICEMBRE.

Sono le ore 18,00 del pomeriggio e quando a Grisì l’aria di vigilia natalizia comincia a materializzarsi; la massaia è già pronta  con il suo grembiule dal tono decisamente siciliano si cimenta elle prime operazioni di cotture per la preparazione delle pietanze tipiche locali che bandiranno la tavola dove i commensali prenderanno posto.

Fuori, l’aria è fredda!!
Le vie del paese sono quasi deserte ma illuminate a festa dalle luci natalizie che ogni famiglia ha voluto appendere nel proprio uscio.
La cucina è piena di vapore e di un forte profumo di verdure lessate esse sono le protagoniste principali della cena “ i carduna “ e “i vrocculi”(i cardi e i broccoli) appena scolate vengono poste in una pirofila a raffreddare.

Nel frattempo la massaia è già intenta nella preparazione dell’altra pietanza che mai manca in questa ricorrenza “ u baccalaru, o u pisci a mmoddu” ( il baccalà), questo un pesce, che è stato messo in acqua almeno il giorno prima per fargli perdere la grande quantità di sale che vi e stato apportato per la conservazione.





Ma ecco che l’olio, rigorosamente extra vergine di oliva della Contrada Strasatto, è già caldo abbastanza, per la frittura, dopo aver infarinato il pesce viene fatto friggere finché non assuma una media doratura poi man mano posto in un contenitore dove nel fondo vi è un tovagliolo per assorbire l’olio in eccesso.

E’ ora il turno di preparare le uova anche queste di assoluta genuinità date dalle galline dell’aia campagnola di famiglia, dopo averle battute quanto basta ed aggiunto il sale  un po di pepe si unisce una parte di farina di rimacino. Quando ben amalgamata la “pastetta” la massaia vi inzuppa i Vrocculi e i Carduna per poi quando l’olio e caldo li butta dentro

per friggerli. Anch’essi verranno man mano messi in una pirofila con dei tovaglioli assorbenti.

                                       
E’ quasi pronta la prima portata di fritture viene affiancato “u pumaroru siccu”, preparato la sera precedente dato che questo risulta essere di un sapore più completo 24 ore dopo la cottura.









L’orologio ha segnato il tempo sono le 19,30 e’ ora di preparare “u cunigghiu” (il coniglio), selvaggina proveniente dalla caccia stagionale appena conclusasi a Grisì.

Infatti i colli nei dintorni di Grisì sono mediamente popolati dal coniglio selvatico.











La ricetta sarà Coniglio alla cacciatora! Due conigli tagliati a pezzi la massaia li ha posti in un tegame a base larga e fondo spesso ha aggiunto dell’olio ed a fiamma lenta,







viene fatto rosolare avendo cura di mescolarlo una volta in più, non manca l’aggiunta di sale e qualche leggero pizzico di rosmarino che quando  rosolato,







poi viene fatto evaporare del vino bianco I.G.T. in questo caso un catarratto da coltivazione biologica del territorio Monrealese e  Grisì.





Restano da aggiungere la fecola di patate e l’aggiunta di qualche cucchiaiata di pomodori pelati provenienti dalle conserve di famiglia fatte a tempo debito quando nell’orto di famiglia i pomodori non mancavano;

l’ultima fase di cottura, sapientemente, la massaia la fa con il coperchio dando i giusti momenti di mescolamento.




Nel frattempo vicino al fuoco di un vecchio camino gira il pollo che il capo famiglia sapientemente ha voluto crescere e poi preparare. E quando ancora erano le ore 3.00 del pomeriggio mise in moto il girarrosto che solo in questa occasione viene utilizzato “a vigilia ri Natali”.


Una cottura lentissima data dal calore “ri zuccareddi”( ceppi di vite) dove tra una giocata con le carte siciliane ed una spennellata con un rametto di rosmarino bagnando con un pinzimonio fatto di solo e limone tanto in tanto danno al pollo un sapore forte ma nello stesso tempo testimone della genuinità.

E pronta la tavola pronti sono i piatti : o “baccalaru” viene dato sopra uno strato di marmellata di fico ( confettura anch’essa preparata in casa sapientemente congelata subito appena finita conservando così tutti i profumi della sua freschezza).



A decoro un rametto di fiori di Finocchetto selvatico ed una chiocciola di pancetta , non devono mancare “i pumaroru sicchi” completano il piatto un crissino di grano duro con sesamo.








Lo stesso per chi vuole optare per “i carduna” e “i vrocculi”.











Finiranno di bandire la tavola


Il coniglio alla cacciatora accompagnato dalla salsina di cottura con il decoro del fiore di finocchetto selvatico.












La tavola è colma, i commensali in armonia si complimentano per il preparato si augurano che il Natale possa portare fortuna per il raccolto del futuro anno e con un brindisi fatto con uno spumante brut rigrosamante prodotto in Sicilia e precisamene dell’etna si augura un buon appetito.









Non devono mancare i formaggi locali con la tipica "Sasizza sicca" ( salsiccia essiccata cruda nelle tradizionali canne)



Come anche per il pomodoro fritto prima seccatto al sole di Sicilia e condito con un preparato di mollica olio di oliva e prezzemolo, sale.

 Buon appetito.