martedì 27 ottobre 2009

Buongiorno Grisì!? brindiamo con gli spumanti.

Ancora una volta Grisì è protagonista di qualcosa di straordinario a livello locale ma anche di importanza regionale, ovviamente grazie a persone sia fisiche che giuridiche che credono nelle potenzialità del territorio che ci circonda, infatti con una sperimentazione di tre anni condotta dall'Istituto regionale per la vite ed il vino , è arrivato il decreto dell'assessorato regionale all'Agricoltura, che autorizza la coltivazione di particolari varietà di vite nell'isola.

Con Grisì, tramite le sperimentazioni fatte a dei vitigni coltivati nella sua campagna che hanno mostrato un'ottimale adattamento al terreno, la Sicilia avrà il suo Prosecco, “si Prosecco” per dare l’idea di cosa verrà prodotto con la coltivazione delle varietà di vitigni oggetto dell’esperimento che fino a qualche anno fa erano tipici esclusivamente del nord Italia come, ad esempio, Müller Thurgau, Cabernet e Chardonnay, ma con una limitazione: il vino prodotto non potrà essere chiamato Prosecco con il riconoscimento della DOC; infatti, non è possibile usare nell'etichetta la tipologia di vitigno che fa riferimento al Prosecco ma, come stabilisce il comitato ministeriale per la tutela delle denominazioni di origine dei vini, per identificare questo tipo di vitigno, bisognerà chiamarlo Glera per poter differenziare il vitigno dal vino a tutela dei futuri produttori,
infatti prima di cio’ quando si diceva Prosecco ci si riferiva sia alla vite che al vino da loro prodotto ma purtroppo per noi, questa regola è valida solo per i produttori veneti e friulani, a noi Siciliani pur producendo di fatto un Prosecco ci è concesso di chiamarlo Glera.

A breve scopriremo la contrada dove sono state eseguite le sperimentazioni grazie all’interessamento delle aziende vitivinicole che hanno lavorato per ottenere le autorizzazioni per la coltivazioni di queste varietà tramite un decreto emanato dall’Assessorato all’agricoltura Regione Sicilia.

La notizia è stata resa nota dal sito "Cronache di gusto"
Si ringrazia Camporeale live.

venerdì 23 ottobre 2009

Buongiorno Grisì, Buongiorno Silvio

Dedicato ad un amico,
Buongiorno Silvio, bentornato come prima, certo ci vorrà un po di tempo per il pieno recupero, ma in una attesa più agiata rispetto a quella vissuta da mesi ad Oggi.
Nel frattempo hai vissuto una esperienza particolare, da non dimenticare secondo me, perchè la pazienza che hai dimostrato di avere fa mancare il fiato solo al pensiero. Sei stato grande da questo punto di vista, è quindi naturale un augurio di un recupero graduale ma completo.
Nel frattempo in questi mesi te ne abbiamo dette di tutti i colori, ma penso che in qualche modo Ti abbiamo aiutato a trascorrere questi giorni interminabili in una maniera più gradevole e spassionata.
Bene,
finalmente togli la parabola, l'antenna, il satellite, la capanna, la centralina, la struttura, il ripetitore, il radar, il lampadario, l'ombrellone (solo la struttura), ... insomma quell'archibugio che hanno usato per bloccarti il collo.
Ora incomincerai a prendere confidenza con il letto, il cuscino, le lenzuola, ... con tua moglie (forse), in bagno l'angolino dove finalmente sfogherai tutto il tuo pregresso, dove finalmente avrai la soddisfazione di non aprire a nessuno, neanche se se la stanno facendo addosso, almeno per un ora e forse più.
Pensa che meraviglia assaporare il gusto di una c....ta!
Buongiorno Silvio da Buongiorno Grisì!!!!!!!!!!!!!!!!

giovedì 22 ottobre 2009

Grisì suoi paesaggi e la Valle dello Jato.

Anche in questo caso Buongiorno-Grisì ha voluto, con questo argomento, esaltare le peculiarità che circondano
Grisì (frazione di Monreale ); uno dei soli tre centri abitati con , S.Cipirello, S.Giuseppe Jato che ricadono totalmente all’interno del bacino idrografico del Fiume Jato,( la valle dello Jato,area rossa sulla cartina), localizzato nella porzione occidentale della Sicilia settentrionale ed occupa una superficie complessiva di 195 km2.
Il bacino ha una forma allungata in direzione NW – SE

I paesaggi dominanti sono due: uno prevalentemente collinare che caratterizza il bacino dalla sua porzione meridionale (le colline di Camporeale), ove il maggiore rilievo presente è quello di Monte Spezzapignate (610 m s.l.m.), fino alle falde della Dorsale Kumeta ad Est e i monti che costituiscono gli spartiacque orientale e settentrionale; uno prevalentemente montuoso caratterizzato da aspri rilievi, fra i quali spiccano le cime de La Pizzuta (1.333 m s.l.m.), del Monte Maja e Pelavet (1.279 m s.l.m.), del Pizzo della Nespola (1.086 m s.l.m.), del Monte Signora (1.131m s.l.m.origine di sorgenti d'acqua che approvigionano Grisì) e del Monte Matassaro Renna (1.131 m s.l.m.).la restante parte si completa con la piana di Partinico.
Dalle colline di Grisì, si origina fino alla parte terminale dello Jato e vi scorre parallelamente un affluente che , impostandosi con iniziale andamento dendritico su terreni argillosi, poi rettilineo sulle litologie a comportamento marnoso dei Valloni Ciurro Murro e Passarello; in località Pantalina confluisce nello Jato.
La maggior parte del territorio della valle dello jato viene sfruttata per



coltivazioni di vario genere, Mosaici colturali nell’ordine del 63.32%, in diverse parti pari all’ 11.01% le zone adibite a vigneto,ed all’ 0.68% ad oliveto percentuali in cui rientrano le coltivazioni di Grisì.

Geologicamente,Lungo i pendii detritico-argillosi del Monte Jato, in prossimità dei paesi di San
Giuseppe Jato e San Cipirello, in corrispondenza di C.da Traversa alle pendici diMonte Pagnocco, C.da Feotto, C.da Perciana, C.da TornamilloRoano, nelle
pendici settentrionali di Cozzo Salto (Camporeale), C.da Percianotta, C.da Pernice,

C.da Iannuzzi – Cozzo Muffoletto, Monte Fanuso, nelle pendici settentrionali di Monte Castellaccio (Grisì), nelle pendici meridionali del Monte della Fiera, c.daLavatorello, c.da Casale, c.da Bottino-Ferricini, cozzo Belliemi, Masseria Jato, Case Vaccaio, Mulino Giambascio, si osservano dissesti diffusi rappresentati da
deformazioni lente, più o meno superficiali, di cui allo stato attuale soltanto alcuni mostrano segni di attività.

I Territori comunali che comprendono il bacino dello jato sono: Balestrate (foce), Camporeale,Partinico, Piana degliAlbanesi, S.Cipirello, S.Giuseppe Jato il Comune di Monreale presente oltre che con un vasto territorio, anche con il cetro abitato di  Grisì, esso ha una superficie di 106.96 Kmq è quello che occupa la maggiore superficie comunale all’interno del bacino del Fiume Jato.
La morfologia del territorio è molto varia, in quanto sotto la giurisdizione del comune di Monreale ricadono:
aree montuose (M. della Fiera, Pizzo Nespola, Pizzo Mirabella, Cozzo Fratantoni, M. della Signora, La Pizzuta e M. Pagnocco - M Jato) caratterizzate da rilievi carbonatici (Unità Imeresi e Trapanesi) che raggiungono e superano i 1000 metri di altitudine, con morfologia aspra ed accidentata.
aree collinari e subpianeggianti costituite da termini litologici plastici quali le argille, le marne e la porzione pelitico-sabbiosa dei conglomerati delle formazioni del complesso argilloso.

Nel territorio nell’ambito dei 49 dissesti censiti, sono stateindividuate 3 classi di pericolosità.
In prossimità del centro abitato di Grisì, in corrispondenza di due impluvi a sud del
nucleo abitato, sono state delimitate due aree a franosità diffusa (043-6MO-0036,043-6MO-0037).











Come havete letto nell'articolo Grisì, s’inerpica sul monte...... vi è l’invaso del Poma, situato ai piedi del monte Castellaccio nell’alta valle del fiume Jato in località C./da  Lazzarola, esso sbarra il fiume jato a circa 14 Km dalla foce sottendendo un bacino imbrifero di circa 164 km2 .

Lo sbarramento è costituito da una diga, del tipo in terra zonata con nucleo centrale di ritenuta inclinato: ha un’altezza massima di ritenuta pari a 53m ed il coronamento ha uno sviluppo di 375,5 m ed una quota di 199 m s.l.m..
L’invaso ha una capacità totale di circa 68 Mm3, ed una capacità utile di circa 68Mm3 con livello a quota 195,60 m s.l.m..
- uno scarico di superficie, costituito da due gallerie indipendenti aventi diametro variabile (min. 6,00 m) con imbocco a quota 189,60 m s.l.m.regolato da due paratoie a settore di altezza h = 4 + 2 m e larghezza B =
13,00 m
- uno scarico di fondo realizzato in modo da consentire con il battente massimo il deflusso di una portata massima di 220 m3/s.
Oggi quest'opera artificiale si integra perfettamente con il luogo dove è ubicata presentando una suggestiva senzazione di benessere per chi ne osserva la sua vastità nel 1994 l'area è stata individuata come Oasi di protezione e rifugio della fauna con decreto assessoriale Regione Sicila.

Tratto dal Piano per l’Assetto Idrogeologico P.A.I. avviato, dalla Regione Siciliana,"RELAZIONE ANNO 2005".