martedì 20 aprile 2010

I muffuletti di Sicilia nel forno a legna.Grisì!




Una ricetta su come fare i muffuletti di Sicilia.
I Muffuletti detti anche "Facci ri vecchia" perchè dopo cotti assumono una brutta forma come il viso di una vissuta donna di età avanzata appunto una "vecchia".
Sono dei caratterstici panini cotti negli antichi forni di famiglia.



La loro preparazione è molto semplice e veloce infatti: dopo avere impastato la farina con acqua e lievito, appena fatta lievitare, vengono preparati i panetti con le mani in una superfice precedentemente ricoperta di farina e con l'azione delle punte delle dita si allarga la pasta come lo si può notare nella foto.




Appena pronti non resta che, con la pala da pizza, infornare i panetti ed attendere che siano cotti con una certa doratura.
Mentre ancora caldi e appena sfornati vanno conditi con dell'olio exstra vergine di fresca molitura d'oliva e sarde salate oppure delle melenzane grigliate  condite con del pinzimonio e pomodori maturi . 
Non deve mancare l'origano ed un buon bicchiere di vino rosso IGT SICILIA.

lunedì 19 aprile 2010

Il Finocchetto selvatico del Monte Campana Grisì

A tavola questa volta con una contadina ricetta dove viene usato il finocchietto selvatico "u finocchio sarvaggiu".

 Alla genuinità della natura si unisce la semplicità di una ricetta contadina a volte definita povera ma ricca di vitamine come quelle contenute nelle lenticche e nel profumatissimo Finocchetto selvatico "ru Castiddazzu", ru Strasattu, ra Cammuca tutte contrade dell'agro di Grisì.
Marzo, Aprile, Maggio, questi i mesi migliori per trovare i teneri germogli sbucciati dai legni della scorsa stagione che nelle attese giornate di bello si vedono lanciarsi verso l' oramai cielo di colori primaverili, infatti questa pianta riesce a raggiungere anche altezze di quasi due metri.
Ai suoi piedi, nel ceppo, tra la fresca erbetta oramai cresciuta si possono tagliare i nuovi e teneri germogli di finocchetto selvatico che ripulito dai rametti piu esterni si presenta come lo si vede nelle foto riportate.
In questo periodo ogni capo famiglia rientrando dalla faticosa giornata di lavoro tra le vigne non si dispiace di chinarsi ancora una volta per raccogliere questo prodotto naturale (sicuramente incontaminato) che poi verrà usato per preparare almeno una pietanza che abbia come base appunto "u finocchiu sarvaggiu".
Svariate sono oramai le ricette che riportano questa pianta come ingrediente più o meno complicate, Buongiorno Grisì in questo post  cercando di risaltare la semplicita della umile e comune vita  di Grisì vi dascrive una semplice ricetta come segue:
Pochi gli ingredienti da usare e con dosi a discrezione di chi cucina:  Appena in ebollizione l'acqua nella pentola che si userà per la cottura della pasta, vi si buttano, tagliati a pezzetti i rametti più chiari e teneri accompagniati ovviamente anche da quelle che sono le foglie se cosi si possono chiamare visto la loro particolare forma.

Quando ritenuti cotti, ( alcuni bolliscono i finocchetti in un primo momento), non retsa che buttarvi la pasta; il consiglio è quello di usare uno spaghetto rotto a mano in pezzetti di circa 3/4 centimetri preferibilmente pasta di Grano duro di Sicilia .
Nel tempo che la pasta venga cotta si frullano le lenticche che prima erano state cucinate in modo da renderle come una pasta omgenea magari condite con delle carote lesse o anche dei borlotti se si vuole; il sale al palato! 
Non resta che attendere la cottura della pasta che dopo aver tolto una parte dell'oramai brodo, magari filtrandolo, così da recuperare il finocchetto selvatico vi si aggiungo le linticche frullate a piacere in modo da rendere ben colorito il piatto che va servito in tavola dopo aver aggiunto un buon flio d'olio di oliva exstravergine ovviamente proveniente dalle piante coltivate in territorio di Grisì. Ed ecco come si presenta agli occhi dei contadini un bel piatto colmo di Minestra con il finocchetto selvatico di Grisì. 
Non c'e' cosa più soddisfacente di aver mangiato almeno due piatti di questa pasta dopo una giornata di lavoro, in ufficio o in macchina o in ditta in campagna pesante o leggera che sia sapendo che i condimenti vengono da una terra come quella che si puo osservare ed apprezzare trovandosi a Grisì.

lunedì 29 marzo 2010

L'antica Masseria Tornamira.Grisì

Tornamira.
Risale all'anno 1639 dal nome Joannis Vine.Tornamira dal latino Joannem Vincentium Tornamira Baronem.
Si racconta che nella masseria Tornamira vi abbia vissuto una Baronessa negli anni successivi quando la divisa venne dotata di una prosperosa masseria edificta intorno all'anno 1644.
Tale data la si legge scolpita in una volta in pietra di un'antico portone di accesso ad un edificio con il tetto crollato da almeno 20 anni.
Ancora in alto alla finestra sovrastante il portone è possibile vedere il fregio di famiglia scolpito in rilievo.


  Si dice che Tornamira è stata una masseria abbastanza popolata come lo dimostra tutto il caseggiato costituente u baghiu (corte), oggi in completo stato di abbandono e dove si possono osservare le possenti mura che in alcune parti risultano ancora resistere alle intemperie.
Al baglio si poteva accedere da due lati sempre tramite due portici uno secondario, dove è rimasto solo uo spezzone del pilastro  portante il portico.
Resiste ancora in piedi il portico principale che osservandolo appena arrivatovi davanti, presenta una geometria lineare e squadrata, Nella sua parte superiore vi è come una pensilina alle quali sopra vi si poggiava una base in marmo costituente il calpestio di un balcone oramai crollato.

La Masseria era anche dotata di un luogo di culto, una cappella di piccole dimensioni che fu oltretutto punto di riferimento per le attività ecclesiastiche della popolazione di Grisì.

Nell' altare centrale si racconta vi era un favoloso dipinto ritraente la Madonna, quest'ultimo negli anni di declino della masseria e della cappella stessa venne derubato da ignoti.
La ceppella purtroppo vittima dell'incuria ed abbandonata a se stessa oggi si presenta in completo ingiustificato stato di abbandono come lo si può osservare nelle foto riportate.








Alcuni particolari dei decori segno che un Tempo la cappella si presentava di modesti accorgimenti.